21
NOV
2016

Dichiarazione di Quito su città ed insediamenti umani sostenibili per tutti

Il Testo della Dichiarazione di Quito è stato tradotto per il Master in Sistemi Urbani Multietnici ed è stato presentato il 12 novembre, durante il Seminario “La New Urban Agenda delle Nazioni Unite e la grande sfida del governo delle città”, dal Prof. Pietro Garau (INU) con prof. Vincenzo Scotti, prof. Maurizio Zandri e prof. Fabio Giglioni (LabSus).

Questo testo costituisce la parte introduttiva della “New Urban Agenda” adottata alla conclusione della Conferenza ONU sull’Abitazione e sullo Sviluppo Sostenibile a Quito, Ecuador, il 20 ottobre 2016. La traduzione italiana dell’originale in lingua inglese è il frutto di un’iniziativa dell’INU in collaborazione con la scuola gratuita d’italiano per stranieri “Penny Wirton” ed alcuni suoi docenti volontari, tra cui gli alunni del Liceo Keplero di Roma.

1. Noi, capi di Stato e di governo, ministri ed alti rappresentanti, ci siamo riuniti alla Conferenza delle Nazioni Unite sull’Abitazione e sullo Sviluppo Urbano Sostenibile (Habitat III) dal 17 al 20 ottobre a Quito, Ecuador, con la partecipazione di governi regionali e locali, società civile, settore privato, popolazioni indigene e comunità locali, tecnici e operatori, comunità accademica e scientifica, ed altri rilevanti portatori d’interesse, per adottare una Nuova Agenda Urbana.

2. Nell’anno 2050 la popolazione urbana del mondo sarà quasi raddoppiata, rendendo così l’urbanesimo una delle tendenze trasformative più rilevanti del XXI secolo. Poiché la popolazione, le attività economiche, le interazioni sociali e culturali, così come gli impatti ambientali ed umanitari, sono sempre più concentrati nelle città, ciò pone imponenti problemi di sostenibilità in termini, tra gli altri, di abitazioni, infrastrutture, servizi essenziali, sicurezza alimentare, salute, istruzione, lavoro decoroso, sicurezza, e risorse naturali.

3. A partire dalle Conferenze delle Nazioni Unite sugli Insediamenti Umani di Vancouver nel 1976 e di Istanbul nel 1996 e dall’adozione degli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo nell’anno 2000, abbiamo assistito a miglioramenti della qualità della vita da parte di milioni di abitanti delle città, ivi compresi gli abitanti degli slum e degli insediamenti urbani informali. Tuttavia, la persistenza di molteplici forme di povertà, l’aumento delle diseguaglianze ed il degrado ambientale rimangono tra i maggiori ostacoli allo sviluppo sostenibile del mondo, con l’esclusione sociale ed economica e la segregazione spaziale spesso realtà irrefutabili nelle città e negli insediamenti umani.

4. Siamo ancora lontani dal saper affrontare adeguatamente queste ed altre sfide emergenti; ed è necessario approfittare delle opportunità dell’urbanesimo come motore per una crescita economica sostenuta ed inclusiva, per lo sviluppo sociale e culturale e per la protezione ambientale, e dei suoi contributi potenziali per conseguire uno sviluppo sostenibile e trasformativo.

5. Reimpostando la maniera in cui le città e gli insediamenti umani vengono pianificati, progettati, finanziati, realizzati, governati e gestiti, la Nuova Agenda Urbana concorrerà a porre fine alla povertà ed alla fame in tutte le sue forme e dimensioni, ridurre le diseguaglianze, promuovere una crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile, realizzare la parità di genere e conferire legittimazione a donne e ragazze, migliorare la salute ed il benessere, oltre a potenziare la resilienza e proteggere l’ambiente.

6. Prendiamo piena cognizione delle realizzazioni epocali conseguite nell’anno 2015, ed in particolare l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, ivi compresi gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG), il Piano d’Azione di Addis Abeba della Terza Conferenza Internazionale sui Finanziamenti allo Sviluppo, l’accordo di Parigi adottato in seno alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCC), l’accordo di Sendai per la Riduzione dei Rischi da Disastro 2015-2030, il Programma d’Azione di Vienna per i paesi in via di sviluppo senza sbocchi sul mare per la decade 2014-2024, il Percorso delle Modalità d’Azione Accelerata per i Piccoli Paesi Insulari in via di Sviluppo (SAMOA), ed il Programma d’Azione di Istanbul per i Paesi Meno Sviluppati per la Decade 2011-2020. Abbiamo anche presenti la Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile, il Programma d’Azione della Conferenza Internazionale su Popolazione e Sviluppo, la Piattaforma d’Azione di Pechino, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, ed il seguito di queste conferenze.

7. Sia pur riconoscendo la mancanza di un esito concordato a livello intergovernativo, prendiamo nota del Vertice Umanitario Mondiale di Istanbul del Maggio 2016.

8. Esprimiamo il nostro riconoscimento per i contributi dei governi nazionali, come pure quello dei governi sub-nazionali e locali, nella definizione della Nuova Agenda Urbana e prendiamo nota della seconda Assemblea Mondiale dei Governi Locali e Regionali.

9. Questa Nuova Agenda Urbana riafferma il nostro impegno globale per lo sviluppo urbano sostenibile come passaggio critico per realizzare lo sviluppo sostenibile in modo integrato e coordinato ai livelli globale, regionale, nazionale, sub-nazionale, e locale, con la partecipazione di tutti i rilevanti protagonisti. La messa in atto della Nuova Agenda Urbana contribuisce alla realizzazione e alla territorializzazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile in maniera integrata, ed al conseguimento degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDG) e delle loro mete, ivi incluso l’SDG 11 per rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti, e sostenibili.

10. La Nuova Agenda Urbana riconosce che la cultura e la diversità culturale sono fonti di arricchimento per l’umanità e forniscono un importante contributo allo sviluppo sostenibile di città, insediamenti umani e cittadini, dando loro l’opportunità di esercitare un ruolo attivo e insostituibile nelle iniziative di sviluppo; e riconosce inoltre che la cultura deve essere presa in considerazione nella promozione e realizzazione di nuove modalità di consumo e di produzione sostenibili che contribuiscano ad un uso responsabile delle risorse ed affrontino l’impatto avverso del cambiamento climatico.

 

La Nostra Visione Condivisa

11. Condividiamo la visione di città per tutti, con riferimento all’uso ed al godimento 3 egualitario delle città e degli insediamenti umani, cercando di promuovere l’inclusivisi e di far sì che tutti gli abitanti, delle generazioni presenti e future, senza discriminazioni di alcun genere, possano abitare e produrre città e insediamenti umani giusti, sicuri, salubri, accessibili, economici, resilienti e sostenibili, per promuovere prosperità’ e qualità della vita per tutti. Prendiamo atto degli sforzi di alcuni governi nazionali e locali di inscrivere questa visione, definita come diritto alla città, nelle loro leggi, carte e dichiarazioni politiche.

12. Miriamo a conseguire città ed insediamenti umani dove tutte le persone possano godere di uguali diritti e opportunità, come pure delle loro libertà fondamentali, guidati dallo spirito e dai principi della Carta delle Nazioni Unite, ivi incluso il rispetto delle leggi internazionali. A questo riguardo, la Nuova Agenda Urbana è ancorata alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ai trattati internazionali sui diritti umani, alla Dichiarazione del Millennio, e alle risultanze del Vertice Mondiale del 2005. Essa fa riferimento ad altri strumenti quali la Dichiarazione del Diritto allo Sviluppo.

13. Prefiguriamo città ed insediamenti umani che:

(a) assolvono alla loro funzione sociale, ivi compresa la funzione sociale ed ecologica del suolo, con la prospettiva di conseguire progressivamente la piena realizzazione del diritto ad un’abitazione adeguata, quale componente del diritto ad un adeguato standard di vita, senza discriminazioni, all’accesso universale ad approvvigionamenti idrici e impianti igienici economicamente accessibili e salubri, così come l’accesso universale a beni pubblici e servizi di qualità in aree come la sicurezza alimentare e la nutrizione, la salute, l’istruzione, le infrastrutture, la mobilità e i trasporti, l’energia, la qualità dell’aria, e le fonti di sostentamento;

(b) sono partecipativi, promuovono l’impegno civico, generano sentimenti di appartenenza e di responsabilizzazione in tutti i loro abitanti, danno priorità a spazi pubblici sicuri, inclusivi, accessibili, verdi, e di qualità, sono accoglienti per le famiglie, potenziano interazioni sociali ed intergenerazionali, espressioni culturali, e partecipazione politica ove opportuno, e promuovono coesione sociale, inclusione, e sicurezza in società pacifiche e pluraliste, ove le necessità di tutti gli abitanti sono soddisfatte, riconoscendo i bisogni particolari di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità;

(c) conseguono la parità di genere ed il conferimento di opportunità a tutte le donne e le giovani, assicurando alla donna la piena ed effettiva partecipazione e l’uguaglianza dei diritti in tutti i campi e di ruoli-guida in tutti i livelli decisionali, ed assicurando un lavoro decoroso ed eguale retribuzione per egual lavoro, o lavoro di uguale valore per tutte le donne, prevenendo ed eliminando tutte le forme di discriminazione, violenza, e intimidazione nei confronti di donne e giovani in luoghi pubblici e privati;

(d) affrontano la sfida e l’opportunità di una crescita economica presente e futura che sia sostenuta, inclusiva e sostenibile facendo leva sull’urbanesimo per le trasformazioni strutturali, l’alta produttività, le attività ad alto valore aggiunto, 4 l’efficienza energetica, la valorizzazione delle economie locali, tenendo presente il contributo dell’economia informale nel mentre se ne incoraggia la transizione ad economia formale;

(e) esercitano le loro funzioni territoriali al di là dei confini amministrativi, ed agiscono da cardini e motori per uno sviluppo urbano e territoriale equilibrato ed integrato a tutti i livelli;

(f) promuovono pianificazioni ed investimenti attenti ai temi di genere e degli anziani, per mobilità urbana e sistemi di trasporto sostenibili, sicuri ed accessibili a tutti sia per passeggeri per le merci, e capaci di collegare efficacemente persone, luoghi, beni, servizi ed opportunità economiche;

(g) adottano e realizzano la riduzione e la gestione dei rischi da calamità naturali, riducono la vulnerabilità, costruiscono resilienza e responsività ai disastri naturali e dovuti all’uomo, promuovono la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici;

(h) proteggono, preservano, rigenerano e privilegiano i loro ecosistemi, le risorse idriche, gli habitat naturali e la biodiversità, minimizzano il proprio impatto ambientale, ed evolvono in modalità sostenibili di produzioni e consumi;

 

I nostri principi ed impegni

14. Per realizzare la nostra visione, ci impegniamo ad adottare una Nuova Agenda Urbana guidata dai seguenti principi interconnessi:

a) Non lasciare indietro nessuno, ponendo fine alla povertà in tutte le sue forme e dimensioni, ivi compreso lo sradicamento della povertà estrema, attraverso il conferimento di uguali diritti e opportunità, la diversità economica e culturale, l’integrazione nello spazio urbano, il potenziamento della vivibilità, dell’istruzione, della sicurezza alimentare e della nutrizione, della salute e del benessere; ivi incluso lo sradicamento delle epidemie quali l’AIDS, la tubercolosi, e la malaria, promuovendo la sicurezza ed eliminando la discriminazione e tutte le forme di violenza; assicurando la partecipazione pubblica con accesso sicuro ed uguale a tutti; ed assicurando uguale accesso a tutti alle infrastrutture fisiche e sociali ed ai servizi essenziali, come pure ad abitazioni adeguate ed economicamente accessibili.

b) Economie urbane sostenibili ed inclusive, facendo leva sui benefici di agglomerazione di insediamenti urbani ben pianificati, alta produttività, competitività, ed innovazione; promuovendo una piena e produttiva occupazione e lavoro dignitoso per tutti, assicurandone la creazione oltre ad un uguale accesso per tutti alle risorse ed alle opportunità economiche e produttive; prevenendo la speculazione sui suoli; e promuovendo la sicurezza dei regimi fondiari e gestendo, 5 nei casi appropriati, le situazioni di declino urbano.

c) La sostenibilità ambientale, promuovendo l’energia pulita, l’uso sostenibile dei suoli e delle risorse nello viluppo urbano come pure la protezione degli ecosistemi e della biodiversità, ivi compresa l’adozione di stili di vita salutari in armonia con la natura; la promozione di modalità sostenibili di consumo e di produzione; la costruzione di resilienza urbana; la riduzione dei rischi da disastro; e la mitigazione e l’adeguamento ai cambiamenti climatici.

15. Ci impegniamo a lavorare nella direzione di un nuovo paradigma urbano per una Nuova Agenda Urbana che:

a) riesamini la maniera in cui pianifichiamo, finanziamo, realizziamo, governiamo, e gestiamo le città e gli insediamenti umani, nella convinzione che lo sviluppo sostenibile urbano e territoriale è essenziale per conseguire sviluppo sostenibile e prosperità per tutti;

b) riconosca il ruolo guida dei governi nazionali, nei casi appropriati, nella definizione e realizzazione di atti legislativi e politiche urbane efficaci ed inclusive per lo sviluppo urbano sostenibile, ed i contributi ugualmente importanti dei governi subnazionali e locali, così come quelli della società civile e di altri rilevanti portatori d’interesse, in maniera trasparente e responsabile;

c) adotti approcci allo sviluppo urbano e territoriale sostenibili, fondati sulla persona, integrati e attenti ai temi di genere e degli anziani, mettendo in atto politiche, strategie, sviluppo della formazione, ed azioni a tutti i livelli, basati su fondamentali motori del cambiamento, tra cui:

i. la definizione e l’attuazione di politiche urbane ai livelli appropriati comprendenti partenariati locale-nazionale e tra i diversi portatori d’interesse, la creazione di sistemi integrati di città e di insediamenti umani, la promozione di cooperazione tra tutti i livelli di governo per metterli in grado di conseguire uno sviluppo urbano integrato e sostenibile;

ii. il rafforzamento della governance urbana attraverso istituzioni e meccanismi affidabili che conferiscano autorità ed includano i portatori di interesse nelle città, come pure attraverso sistemi appropriati di controlli e di equilibri, assicurando prevedibilità e coerenza nei piani di sviluppo urbano per aiutare a conseguire inclusione sociale, una crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile, e la protezione ambientale;

iii. il rinvigorimento della pianificazione e della progettazione urbana e territoriale integrate al fine di ottimizzare la dimensione spaziale della forma urbana e cogliere i frutti positivi dei processi di urbanizzazione;

iv. sviluppando sistemi e strumenti di finanziamento efficaci, innovativi, e sostenibili, rendendo possibile il rafforzamento della finanza locale e 6 municipale al fine di creare, sostenere, e condividere il valore generato dallo sviluppo urbano sostenibile in maniera inclusiva.

 

Invito ad agire

16. Sebbene le circostanze specifiche delle città di ogni dimensione, dei centri minori e dei villaggi varino, affermiamo che la Nuova Agenda Urbana ha una prospettiva universale, è partecipativa e fondata sulle persone, protegge il pianeta e possiede una visione di lungo termine, stabilendo priorità ed azioni ai livelli globale, regionale, nazionale, sub-nazionale, e locale che i governi ed altri principali portatori di interesse in ogni paese possono adottare in base alle proprie esigenze.

17. Lavoreremo per dare attuazione a questa Nuova Agenda Urbana all’interno dei nostri paesi ed alle scale regionali e globali, tenendo in considerazione realtà, capacità e livelli di sviluppo nazionali diversi, e nel rispetto di quadri legislativi e pratiche nazionali, ivi comprese politiche e priorità.

18. Riaffermiamo tutti i principi della Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, ivi incluso, tra gli altri, il principio delle responsabilità comuni ma differenziate, come descritte nel Principio 7.

19. Riconosciamo che nell’ attuazione della Nuova Agenda Urbana una attenzione particolare dovrà essere rivolta all’unicità delle sfide urbane emergenti in tutti i paesi, ed in particolare i paesi in via di sviluppo, ivi incluse le nazioni africane, i paesi meno sviluppati, ed i piccoli paesi insulari in via di sviluppo, così come le sfide specifiche dei paesi a reddito medio. Un’attenzione speciale dovrà anche essere rivolta ai paesi in situazioni di conflitto, così come ai paesi e territori occupati da nazioni straniere, ai paesi appena usciti da conflitti, ed ai paesi colpiti da disastri naturali o causati dall’uomo.

20. Riconosciamo la necessità di accordare particolare attenzione alle molteplici forme di discriminazione subite, tra gli altri, da donne e ragazze, bambini e giovani, disabili, persone che convivono con l’HIV/AIDS, anziani, popolazioni e comunità locali indigene, abitanti di slum ed insediamenti informali, senzatetto, lavoratori, piccoli coltivatori e pescatori, rifugiati, persone rientrate nei luoghi d’origine e sfollati interni e migranti, indifferentemente dal loro status.

21. Sollecitiamo tutti i governi nazionali, subnazionali e locali, così come i principali portatori d’interesse, compatibilmente con il quadro legislativo e le politiche dei rispettivi paesi, a rivitalizzare, rafforzare e creare alleanze, potenziando il coordinamento e la cooperazione per attuare efficacemente la Nuova Agenda Urbana e tradurre in realtà la nostra visione condivisa.

22. Adottiamo questa Nuova Agenda Urbana come una visione collettiva ed un impegno politico per promuovere ed attuare lo sviluppo urbano sostenibile, e come una 7 opportunità storica per far leva sul ruolo chiave delle città e degli insediamenti umani quali propulsori di sviluppo sostenibile in un mondo sempre più urbanizzato.

 

Scarica il pdf della Dichiarazione di Quito tradotta.

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